MASTER AVANZATO DI COACHING INCONSCIO APPLICATO
MASTER AVANZATO DI COACHING INCONSCIO APPLICATO

Come si lavora con la mente inconscia del coachee?


Esistono vari modi per includere nel cambiamento la mente inconscia, alias sistema nervoso, alias cervello limbico, alias mente abitudinaria, alias mente emotiva, del coachee. Possiamo includerla nel rispettare le sue paure, remore, dubbi non solo motivare a crescere. Possiamo coinvolgerla nel scegliere cosa sia meglio per la persona, nella pratica (di fatto e sotto il controllo delle sue azioni) ed emotivamente. E possiamo, soprattutto, DELEGARE alla mente inconscia del cliente l’installazione del cambiamento… Come? Con le visualizzazioni. Il Master MACIA ti svelerà e insegnerà tutto sulle visualizzazioni che potrai apprendere online.


Innanzitutto, incontriamo la MENTE INCONSCIA. Quale parte è NEL nostro corpo? Esiste veramente o è solo un’idea? Certo che esiste, la incontriamo nel nostro sistema nervoso e nel cervello limbico che gestisce - appunto - automatismi ed emozioni.

Attorno al cervello limbico troviamo la neo-corteccia e la corteccia pre-frontale sul… fronte appunto, ed è da qui che ragioniamo, pensiamo, creiamo soluzioni, ipotizziamo, pianifichiamo… Ti presento la MENTE COSCIENTE.

Insieme, mente cosciente che osserva le situazioni e pianifica le soluzioni + mente inconscia che “ingrana” i cambiamenti, in profondità e con coerenza emotiva interna = otteniamo un cambiamento profondo.

Ecco perché quando si propone un percorso di coaching è importante COINVOLGERE entrambe le menti, così da ottenere un cambiamento fattibile, in controllo e piacevole, soddisfacente, forte anche emotivamente. Al Master MACIA ci impegniamo per lavorare con entrambe le menti.

Ecco i vantaggi di lavorare con la mente inconscia del coachee:

1. Rispettiamo il suo sentire e ci avviciniamo empaticamente ai suoi limiti attuali
2. Deleghiamo il lavoro alla parte forte nella relazione, la sua mente inconscia
3. Rendiamo indipendente (da noi) il coachee perché un domani replicherà il percorso tra sé e sé, tra mente cosciente e mente inconscia.

Un altro vantaggio, nella pratica e nella scelte delle soluzioni, del coinvolgere la sua mente inconscia è quello che, mentre coscientemente, assieme alla sua parte problem solver, selezioniamo soluzioni, la sua mente inconscia potrà darci un feedback diretto sul suo “sentire”: sì mi piace… No, non mi piace tanto, vorrei cambiare XYZ.

E come si parla con la mente inconscia del cliente? La logica non è il suo linguaggio, le emozioni e le immagini sono il suo pane. Parliamo alla sua mente inconscia attraverso parole che evocano immagini che provocano emozioni. Parliamo con domande utili che evocano immagini che provocano quel “sentire” che la persona ricerca.

Se, ad esempio, il coachee vuole gestire meglio la relazione con il suo responsabile in ufficio, possiamo - oltre che un lavoro di linguistica - proporre domande per agevolare la costruzione dello stato emotivo giusto e che vorrà “allenare” PRIMA, per poi incontrare o parlare al responsabile. Vediamo alcune domande: come vorrai sentirti? Quanto vuoi sentire le braccia rilassate e aperte? Come vorrai respirare? Quali immagini saranno utili da coltivare nella mente? Quanto vuoi sentirti aperto e ricettivo? Quanto sarà importante ricordarti prima e durante il colloquio tutto l’apporto distintivo che il tuo lavoro fornisce all’azienda? E quanto soddisfatto ti sentirai dopo aver parlato al responsabile esattamente come vuoi tu? Quanto orgoglio proverai per te stesso e quanto orgoglio provi ora nel pensare a questo percorso mentale?





  • Chi è un coach incisivo? Chi è un coach incisivo?

    I coach che escono dal Master MACIA sono persone competenti, con qualifiche e formazione alle spalle e che - grazie al master - aggiungono l’ingrediente segreto: la fluidità! La fluidità nell’utilizzare il meta modello, nel fare domande, nell’assistere e non dire… E poi fluidità nel proporre l’esercizio giusto, giusto per il tuo cliente/coachee, giusto per il momento, per il luogo di coaching, giusto per il tuo stile e tipo di coaching. La fluidità nel lavorare con la mente cosciente e inconscia del coachee.

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  • Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre? Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre?

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  • Perché è fondamentale lavorare con la mente inconscia del coachee? Perché è fondamentale lavorare con la mente inconscia del coachee?

    Se sai che, per avere successo nel coaching, è inevitabile lavorare anche con la mente inconscia: quali esercizi appartengono più a una comunicazione “logica” e quali più a una comunicazione “emotiva/abitudinaria”? Facciamo due esempi. Se la persona che ti chiede assistenza volesse cambiare un automatismo o un’abitudine? Cosa proporresti? Alternative? E COME le proporresti? E poi? Come installeresti il tutto nella sua mente inconscia? Al Master MACIA partiamo daile situazioni tipiche del coachee per poi risalire a...

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  • Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre? Come si lavora con la mente inconscia del coachee?

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  • Cosa sono e come uso le visualizzazioni durante un incontro di coaching? Cosa sono e come uso le visualizzazioni durante un incontro di coaching?

    Le visualizzazioni sono usate pochissimo dai coach oggi, eppure la PNL ne sfrutta i vantaggi da quarant’anni. Le visualizzazioni non sono sconosciute, sono confuse. Molti di noi, compresi molti coach, confondono le visualizzazioni con la meditazione o con l’ipnosi. Le visualizzazioni esistono nella nostra mente comunque. Tutti noi visualizziamo volenti o nolenti. Tu conosci le visualizzazioni “passive” del tuo cliente? Sai come si motiva? Demotiva? Racconta il passato? Il futuro? Le aspettative? La sua crescita? Al Master...

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  • Le visualizzazioni sono ipnosi? Le visualizzazioni sono ipnosi?

    Non è solo scendendo dieci graditi virtuali che si cambia… Non si cambia solamente facendo una passeggiata virtuale sulla spiaggia… Le visualizzazioni possono essere motivanti o di processo. Possono partire in uno stato emotivo positivo o neutro, partire da un semplice respiro di rilassamento o da una posizione comoda. Possono essere “passive”, cioè non volute dal coachee o “attive” cioè volute e costruite insieme al coach. Cosa ha bisogno di vedere, dirsi, provare il tuo coachee per fare un passo verso il suo...

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MACIA

Il Master Avanzato di Coaching Inconscio Applicato, si rivolge a coach che vogliono migliorare la propria pratica di coaching.

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