MASTER AVANZATO DI COACHING INCONSCIO APPLICATO
MASTER AVANZATO DI COACHING INCONSCIO APPLICATO

Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre?


Lo strumento di coaching perfetto non esiste. Esiste lo strumento (sotto forma di esercizio proposto) giusto per te, per il tuo stile comunicativo, per il tipo di coaching che usi, per il luogo in cui vi trovate (sì, perché il coaching può essere fatto anche con altre persone attorno) e anche assecondando l’apertura del tuo coachee in quel momento della vita. Esistono strumenti più consci e strumenti più inconsci. Da quali vuoi iniziare? Al Master MACIA che puoi seguire online distinguiamo strumenti, proponiamo protocolli e strutturiamo gli incontri seguendo l’OMI model.


Lo strumento di coaching perfetto non esiste, esiste il TUO strumento di coaching perfetto… E anche quello giusto per il cliente, per il luogo, per il momento nel percorso di coaching.

E tu, preferisci parlare subito con la mente inconscia del cliente o preferisci che la sua mente inconscia faccia da tramite?

Prendiamo, ad esempio, lo stile di coaching di Richard Bandler, lui lavora molto con le submodalità e la mente inconscia, sfrutta le capacità di cambiamento veloce della mente inconscia e si sofferma poco sulle eventuali obiezioni della mente cosciente. Giusto o sbagliato? Se è fatto ad arte come lo fa Richard Bandler è giusto per lui e per i clienti che sanno cosa aspettarsi da lui.

Un altro coach potrebbe preferire, prima di lavorare con la mente inconscia, lavorare sulle obiezioni, a un livello più logico, smontando convinzioni non utili, una volta per tutte, così poi da proporre un lavoro profondo e duraturo.

C’è chi lavora molto sulla linea del tempo, chi viaggia nel passato e propone al coachee di lasciare risorse nel proprio passato, chi viaggia nel futuro e propone al coachee di individuare stati d’animo da riportare “indietro” con sé come risorse utili da avere, ancor prima di essere arrivati a quel futuro ideale.

C’è chi lavora con i role play, tra sé e sé o con altre persone attorno nel coaching che stimola l’intelligenza linguistica e relazionale. C’è chi usa strumenti come lo “spin it”, lo “swish”, più vicini alla PNL (programmazione neuro linguistica), chi invece ha una formazione da coach e usa altri strumenti come la definizione di obiettivi, i cerchi dell’eccellenza, la ruota della vita.

Tutti gli strumenti sono utili. Ciò che è importante è conoscere quelli adatti al proprio stile di coaching e adatti al coachee in quel momento del percorso di coaching. Saperli usare con fluidità e essere flessibili nel cambiarli e adattarsi sempre per essere al servizio del coachee.

Per esempio, se il coachee non è abituato a lavorare con la mente inconscia, non sarà forse pronto ad abbassare le barriere e non vorrà chiudere gli occhi per una visualizzazione guidata. Lo accettiamo e proponiamo una visualizzazione “conversazionale” ad occhi aperti, proponiamo una “conversazione” guidata da domande utili. E poi, terminiamo con l’installazione della soddisfazione o senso di auto-efficacia che la persona sente dopo aver “chiacchierato”.





  • Chi è un coach incisivo? Chi è un coach incisivo?

    I coach che escono dal Master MACIA sono persone competenti, con qualifiche e formazione alle spalle e che - grazie al master - aggiungono l’ingrediente segreto: la fluidità! La fluidità nell’utilizzare il meta modello, nel fare domande, nell’assistere e non dire… E poi fluidità nel proporre l’esercizio giusto, giusto per il tuo cliente/coachee, giusto per il momento, per il luogo di coaching, giusto per il tuo stile e tipo di coaching. La fluidità nel lavorare con la mente cosciente e inconscia del coachee.

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  • Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre? Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre?

    Lo strumento di coaching perfetto non esiste. Esiste lo strumento (sotto forma di esercizio proposto) giusto per te, per il tuo stile comunicativo, per il tipo di coaching che usi, per il luogo in cui vi trovate (sì, perché il coaching può essere fatto anche con altre persone attorno) e anche assecondando l’apertura del tuo coachee in quel momento della vita. Esistono strumenti più consci e strumenti più inconsci. Da quali vuoi iniziare? Al Master MACIA che puoi seguire online distinguiamo strumenti, proponiamo protocolli e...

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  • Perché è fondamentale lavorare con la mente inconscia del coachee? Perché è fondamentale lavorare con la mente inconscia del coachee?

    Se sai che, per avere successo nel coaching, è inevitabile lavorare anche con la mente inconscia: quali esercizi appartengono più a una comunicazione “logica” e quali più a una comunicazione “emotiva/abitudinaria”? Facciamo due esempi. Se la persona che ti chiede assistenza volesse cambiare un automatismo o un’abitudine? Cosa proporresti? Alternative? E COME le proporresti? E poi? Come installeresti il tutto nella sua mente inconscia? Al Master MACIA partiamo daile situazioni tipiche del coachee per poi risalire a...

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  • Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre? Come si lavora con la mente inconscia del coachee?

    Lo strumento di coaching perfetto non esiste. Esiste lo strumento (sotto forma di esercizio proposto) giusto per te, per il tuo stile comunicativo, per il tipo di coaching che usi, per il luogo in cui vi trovate (sì, perché il coaching può essere fatto anche con altre persone attorno) e anche assecondando l’apertura del tuo coachee in quel momento della vita. Esistono strumenti più consci e strumenti più inconsci. Da quali vuoi iniziare? Al Master MACIA che puoi seguire online distinguiamo strumenti, proponiamo protocolli e...

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  • Cosa sono e come uso le visualizzazioni durante un incontro di coaching? Cosa sono e come uso le visualizzazioni durante un incontro di coaching?

    Le visualizzazioni sono usate pochissimo dai coach oggi, eppure la PNL ne sfrutta i vantaggi da quarant’anni. Le visualizzazioni non sono sconosciute, sono confuse. Molti di noi, compresi molti coach, confondono le visualizzazioni con la meditazione o con l’ipnosi. Le visualizzazioni esistono nella nostra mente comunque. Tutti noi visualizziamo volenti o nolenti. Tu conosci le visualizzazioni “passive” del tuo cliente? Sai come si motiva? Demotiva? Racconta il passato? Il futuro? Le aspettative? La sua crescita? Al Master...

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  • Le visualizzazioni sono ipnosi? Le visualizzazioni sono ipnosi?

    Non è solo scendendo dieci graditi virtuali che si cambia… Non si cambia solamente facendo una passeggiata virtuale sulla spiaggia… Le visualizzazioni possono essere motivanti o di processo. Possono partire in uno stato emotivo positivo o neutro, partire da un semplice respiro di rilassamento o da una posizione comoda. Possono essere “passive”, cioè non volute dal coachee o “attive” cioè volute e costruite insieme al coach. Cosa ha bisogno di vedere, dirsi, provare il tuo coachee per fare un passo verso il suo...

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MACIA

Il Master Avanzato di Coaching Inconscio Applicato, si rivolge a coach che vogliono migliorare la propria pratica di coaching.

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