MASTER AVANZATO DI COACHING INCONSCIO APPLICATO
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Convinzioni e Dialogo interiore


Le convinzioni, insieme ai nostri valori, sono una componente chiave della struttura profonda dei nostri pensieri. Per struttura profonda si intende la struttura che dà significato alla realtà che ci circonda. È individuale e unica, nessuno di noi potrà mai vedere o interpretare il mondo allo stesso identico modo di altri.

Le convinzioni forniscono la “certezza” di una realtà e influenzano il punto di vista e quindi il focus interno. Forniscono anche la motivazione verso scelte e la possibilità di attuazione.

Credo che non troverò nulla che mi stia bene e quindi girerò velocemente per i negozi. Credo che non supererò l’esame e quindi non studierò a dovere, non ripeterò e – molto probabilmente – l’esposizione al professore non andrà bene.

Molto spesso le convinzioni non sono generate da noi stessi, né sono frutto di esperienze proprie: spesso provengono da esperienze raccontate e da mappe mentali altrui, come di amici, genitori, insegnanti, media e stampa.

Ci sono persone che possiedono certe convinzioni, anche se non vorrebbero: hanno pregiudizi razziali, sessisti, di classe. Non vorrebbero, ma inconsciamente e profondamente li hanno, per quale motivo? Perché è parte della loro educazione, perché in famiglia e nell’ambiente dove vivono “tutti” lo credono, tutti lo danno per scontato. È triste pensare che possiamo essere così manipolati dagli altri e permettiamo a stereotipi di sostare nella nostra mente… Ecco che la consapevolezza nella crescita personale è il primo passo il più importante.

Le convinzioni possono essere suddivise in potenzianti o limitanti (o depotenzianti): potenzianti perché permettono di vivere scelte utili, limitanti perché limitano gli obiettivi o desideri che si possono avere.

Io preferisco catalogare le convinzioni per utilità. Sono utili a me in questo preciso momento? Danneggiano altri? Sì o no…

Secondo Robert Dilts, in Il Potere delle Parole e della PNL (Sleight of Mouth), le convinzioni limitanti possono essere di 3 tipi:

  • Senza speranza
  • Impotenti
  • Non sentirsi degni

Una delle tecniche suggerite dallo stesso Robert Dilts, e utilizzata da molti altri formatori, è quella del contro-esempio. L’idea è che se si trova una – anche solo una – “eccezione alla regola”, si può far vacillare la convinzione limitante. In una prospettiva più ampia e alla ricerca di un esito positivo al 100% è tuttavia preferibile ampliare la propria mappa mentale, magari iniziando dalla ricerca di più contro-esempi e poi cercando altri punti di vista e visioni del mondo.

Dialogo interno o dialogo interiore
Il dialogo interno non è altro che il continuo dialogo che noi intratteniamo nella nostra mente con noi stessi: pensieri, domande, canzoni canticchiate, elenchi della spesa, poesie recitate nella mente, frasi offensive rivolte ad altri che si vorrebbe ma non si possono dire, e frasi offensive nei nostri confronti. Come le convinzioni, possiamo distinguere un dialogo interno potenziante o limitante, utile o non utile per quella persona, in quella situazione sociale e in quel contesto o ambiente.

Il tipico dialogo interiore depotenziante, o non utile è fatto di frasi del tipo:

  • Ma chi ti credi di essere (rivolto a se stessi)
  • Non ce la farò mai
  • Ho paura
  • Non ci riesco
  • Non sono capace
  • Non me lo merito
  • Sono un fallito

Io lavoro molto partendo dal dialogo interno. Esistono tecniche in PNL per rendersi consapevoli del proprio dialogo interno, specialmente quando non è utile e si manifesta con messaggi depotenzianti. Esistono anche tecniche di PNL per abbassare l’impatto emotivo negativo del dialogo interno, per cambiare l’impatto o per cambiare del tutto il senso delle parole, o le parole stesse in momenti precisi della vita in cui sarebbe più utile un dialogo interno potenziante.

Il dialogo interno è il veicolo di paure, convinzioni, limiti, rabbia, rancori, ecc. È importantissimo imparare ad ascoltare la radio che gira nella nostra mente. Cosa ti dici per la maggior parte del tempo? Come ti parli? Ti incoraggi o sminuisci? E credi a ciò che ti dici per motivarti o sembra così finto che il tuo sistema nervoso si è messo i tappi nelle orecchie interne? Anche qui, la consapevolezza è l’elemento di partenza per crescere. Consapevole di ciò che ti dicevi e non ti piace, ora puoi cambiarlo e quindi provare nuove emozioni, vedere il mondo da nuovi punti di vista e vivere – semplicemente – meglio.

Valori
«I valori sono i princìpi che ci fanno agire», scrive Robert Dilts nel libro Il Potere delle Parole e della PNL (Sleight of Mouth):

“[…] sono la fonte di motivazione principale nella nostra vita. Quando vengono rispettati e condivisi, si prova un senso di soddisfazione, di armonia o di rapport. Quando non vengono rispettati, le persone sono spesso insoddisfatte, incoerenti, oppure offese.”

I valori sono le risposte alla domanda: cos’è importante per te nella vita adesso? Perché fai quello che fai, cosa ti spinge a comportarti come ti comporti? Le risposte saranno date da quelle parole che non sono concrete, non sono i mezzi che permettono di realizzarli, i valori sono quei concetti astratti a cui noi aspiriamo e per cui agiamo, sono: salute, amore, amicizia, generosità, correttezza, onestà, condivisione…

I presupposti della PNL
I presupposti in PNL stanno a indicare una lunga lista di frasi che rappresentano convinzioni e dati di fatto adottate a priori da tutte le persone che applicano la PNL. Si tratta sicuramente dei coach formati in questa disciplina e tutti coloro che ne sono appassionati e la usano nel quotidiano. La PNL è una meta disciplina e conoscere e rispettare i suoi presupposti ci aiuta già a vivere e interpretare meglio il mondo.

Ecco un elenco dei presupposti base in PNL (presuppositions in ingl.):

  • La mappa non è il territorio (da Alfred Korzybsky),
  • Le persone rispondono alla loro mappa della realtà e non alla realtà in sé,
  • La PNL è l’arte di cambiare queste mappe e non la realtà in sé,
  • Il rapporto è incontrare gli individui nel loro modello del mondo,
  • Non si può non comunicare (da Paul Watzlawick),
  • Il significato della comunicazione è il risultato che ottieni,
  • La comunicazione è verbale e non verbale, conscia e inconscia,
  • Ogni esperienza può essere utilizzata,
  • Se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai sempre gli stessi risultati,
  • Tu non sei il tuo comportamento,
  • Ogni comportamento è utile in alcuni contesti,
  • Ogni comportamento ha un intento positivo,
  • Non c’è fallimento, solo feedback,
  • Gli individui processano le informazioni attraverso i 5 sensi e si distinguono per preferenze,
  • La flessibilità aiuta a risolvere al meglio i problemi,
  • Abbiamo già dentro di noi tutte le risorse necessarie,
  • Se qualcuno può farlo allora posso farlo anche io,
  • Se quello che fai non funziona, fai qualcos’altro,
  • La mente e il corpo sono un tutt’uno,
  • Le persone adottano sempre la scelta migliore che hanno a disposizione in un dato momento, ma di solito ci sono molte altre scelte a disposizione di cui non sono consapevoli in quel momento,
  • Modellare l’eccellenza porta all’eccellenza,
  • L’eccellenza e i comportamenti hanno una struttura e perciò possono essere imparati e insegnati,
  • Possibile è sono una questione di come.









  • Chi è un coach incisivo? Chi è un coach incisivo?

    I coach che escono dal Master MACIA sono persone competenti, con qualifiche e formazione alle spalle e che - grazie al master - aggiungono l’ingrediente segreto: la fluidità! La fluidità nell’utilizzare il meta modello, nel fare domande, nell’assistere e non dire… E poi fluidità nel proporre l’esercizio giusto, giusto per il tuo cliente/coachee, giusto per il momento, per il luogo di coaching, giusto per il tuo stile e tipo di coaching. La fluidità nel lavorare con la mente cosciente e inconscia del coachee.

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  • Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre? Come si sceglie lo strumento di coaching da proporre?

    Lo strumento di coaching perfetto non esiste. Esiste lo strumento (sotto forma di esercizio proposto) giusto per te, per il tuo stile comunicativo, per il tipo di coaching che usi, per il luogo in cui vi trovate (sì, perché il coaching può essere fatto anche con altre persone attorno) e anche assecondando l’apertura del tuo coachee in quel momento della vita. Esistono strumenti più consci e strumenti più inconsci. Da quali vuoi iniziare? Al Master MACIA che puoi seguire online distinguiamo strumenti, proponiamo protocolli e...

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  • Perché è fondamentale lavorare con la mente inconscia del coachee? Perché è fondamentale lavorare con la mente inconscia del coachee?

    Se sai che, per avere successo nel coaching, è inevitabile lavorare anche con la mente inconscia: quali esercizi appartengono più a una comunicazione “logica” e quali più a una comunicazione “emotiva/abitudinaria”? Facciamo due esempi. Se la persona che ti chiede assistenza volesse cambiare un automatismo o un’abitudine? Cosa proporresti? Alternative? E COME le proporresti? E poi? Come installeresti il tutto nella sua mente inconscia? Al Master MACIA partiamo daile situazioni tipiche del coachee per poi risalire a...

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  • Cosa sono e come uso le visualizzazioni durante un incontro di coaching? Cosa sono e come uso le visualizzazioni durante un incontro di coaching?

    Le visualizzazioni sono usate pochissimo dai coach oggi, eppure la PNL ne sfrutta i vantaggi da quarant’anni. Le visualizzazioni non sono sconosciute, sono confuse. Molti di noi, compresi molti coach, confondono le visualizzazioni con la meditazione o con l’ipnosi. Le visualizzazioni esistono nella nostra mente comunque. Tutti noi visualizziamo volenti o nolenti. Tu conosci le visualizzazioni “passive” del tuo cliente? Sai come si motiva? Demotiva? Racconta il passato? Il futuro? Le aspettative? La sua crescita? Al Master...

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  • Le visualizzazioni sono ipnosi? Le visualizzazioni sono ipnosi?

    Non è solo scendendo dieci graditi virtuali che si cambia… Non si cambia solamente facendo una passeggiata virtuale sulla spiaggia… Le visualizzazioni possono essere motivanti o di processo. Possono partire in uno stato emotivo positivo o neutro, partire da un semplice respiro di rilassamento o da una posizione comoda. Possono essere “passive”, cioè non volute dal coachee o “attive” cioè volute e costruite insieme al coach. Cosa ha bisogno di vedere, dirsi, provare il tuo coachee per fare un passo verso il suo...

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Il Master Avanzato di Coaching Inconscio Applicato, si rivolge a coach che vogliono migliorare la propria pratica di coaching.

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