MASTER AVANZATO DI COACHING INCONSCIO APPLICATO
MASTER AVANZATO DI COACHING INCONSCIO APPLICATO

Come si lavora con la mente inconscia del coachee?


Le visualizzazioni sono usate pochissimo dai coach oggi, eppure la PNL ne sfrutta i vantaggi da quarant’anni. Le visualizzazioni non sono sconosciute, sono confuse. Molti di noi, compresi molti coach, confondono le visualizzazioni con la meditazione o con l’ipnosi. Le visualizzazioni esistono nella nostra mente comunque. Tutti noi visualizziamo volenti o nolenti. Tu conosci le visualizzazioni “passive” del tuo cliente? Sai come si motiva? Demotiva? Racconta il passato? Il futuro? Le aspettative? La sua crescita? Al Master MACIA questo aspetto è fondamentale per aiutare bene il tuo coachee.


Al Master Macia usiamo le visualizzazioni per mostrare alternative, per installare ciò che il coachee ritiene la o le soluzioni migliori e per dialogare con la mente inconscia.

Ma le visualizzazioni cosa sono?

Iniziamo col dire cosa non sono:

- Le visualizzazioni non sono la meditazione, possono essere attivate durante lo stato alterato e ricettivo delle meditazioni, tuttavia esistono così tanti tipi di meditazione, anche sensoriali e senza evocare percorsi mentali di visualizzazione e che sono efficaci in sé. Le meditazioni sono un ottimo strumento di auto-gestione emotiva per altro, perché aiutano a connettersi con sé stessi, perché aiutano ad ascoltare e conoscere il proprio corpo, perché rilassano il sistema nervoso e le onde elettromagnetiche del cervello.

- Le visualizzazioni non sono ipnosi, possono essere suggerite in uno stato ipnotico tuttavia. Se il coach, per esempio, suggerisce al coachee uno stato di rilassamento e poi gli o le ripropone esattamente ciò che ha scelto di fare durante la seduta di coaching, questo è un buon modo per riproporre le soluzioni elaborate consciamente insieme direttamente alla mente inconscia del cliente.

Le visualizzazioni sono comunque passive.

In che senso? Che il cliente arriva con limiti, film mentali, convinzioni, dialogo interiore… Insomma tutto un pacchetto di sistemi rappresentazionali limitanti che generano - volenti o nolenti - delle visualizzazioni, appunto “passive” nella sua mente. E che non fanno altro che convalidare le stesse convinzioni limitanti con cui cammina nel mondo.

È importante, in qualità di coach incisivi, avere la curiosità - senza giudizio! - di esplorare queste loro visualizzazioni passive, film mentali che presentano la loro visione del mondo.

Pertanto, visto che, volenti o nolenti, visualizziamo tutti, possiamo (anzi, vogliamo) assistere il nostro coachee nel costruire le proprie visualizzazioni UTILI al raggiungimento dei propri obiettivi.

Per il resto, nel libro “a Visualizza la vita che vuoi” di Debora Conti è possibile trovare la spiegazione per visualizzazioni di processo, di prospettiva finale, sulla time line, del ricordo, veloci, più lente UTILI da sapere e usare durante un incontro di coaching.





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