La PNL che ti serve

Capitolo 26

Il tempo per cambiare: quanto?

2 min

Ora, giustamente, mi chiederai: «Ok, e dopo che trovo 8 o 10 alternative fattibili e piacevoli da proporre alla mente inconscia come scelte sostitutive di “quella cosa”, quando avrò instaurato nuove abitudini inconsce?» Questa è una domanda da un milione di dollari!

Qualche decennio fa si parlava di 21 giorni, poi si è passati a 30 giorni e – addirittura – l’esperta Philippa Lally e colleghi dell’University College of London hanno verificato che un’azione si trasforma in abitudine, cioè è eseguita senza pensarci consciamente, dopo ben 66 giorni trascorsi a ripetere la stessa azione in circostanze simili.

Fu Maxwell Maltz, autore di Psicocibernetica, a dichiarare per primo che «It usually requires a minimum of about 21 days to effect any perceptible change in a mental image.» cioè che «Di solito è richiesto un tempo minimo di circa 21 giorni per effettuare un cambiamento percettibile in un’immagine mentale». Dai 21 giorni ai 66 giorni c’è differenza, certo. A difesa di Maltz, potremmo sostenere che lui parlava di modifica di immagine mentale e non di comportamento acquisito inconsciamente.

La PNL si mette in mezzo!

Ma io avrei delle riserve anche sui 66 giorni. La chiave di volta non sta in quanti giorni si passa a ripetere il compito, sta – ancora una volta – nella coerenza.

Se manca coerenza tra l’intento e il gesto, questo non durerà a lungo.

Bere il caffè pensando alla sigaretta mancante non dimostra coerenza verso l’intento, la forza di volontà prima o poi cederà all’incoerenza di dirsi qualcosa e immaginarne un’altra. Dirsi di voler mangiare leggero la sera e poi sospirare tristemente immaginando il gelato sul divano, indovina dove porterà? A immagine la mente risponde: è questo il meccanismo che prevarrà.

Come ti ho dimostrato con il banale esempio dell’associazione “caffè-sigaretta”, la PNL si mette in mezzo per arricchire B e – soprattutto – farlo gestire dal transatlantico. Ricordi la metafora del transatlantico e del clandestino di David Eagleman? Te la riporto qui: «La coscienza è come un passeggero clandestino su un transatlantico, che si prende il merito del viaggio senza riconoscere l'importanza dei massicci motori della nave.»

Spesso nel coaching, come già sospetta Kazdin con i metodi educativi, ci si ferma su un cambiamento cosciente di B… MA, non si sfrutta la potenza della gratificazione, la Conseguenza desiderata. Con la PNL che si mette GIUSTO PRIMA della fase B, tu puoi fare in modo che il cambiamento non sia più gestito consciamente dal povero piccolo clandestino, ma finalmente delegato a chi di competenza: il transatlantico. In caso questo passaggio ti sia sfuggito nella pratica, segui la visualizzazione di processo (al prossimo capitolo) e, se ci sarai ai corsi del CCA, aspettati di lavorarci insieme nella pratica.

La ripetizione fa la differenza. In PNL si sa: «Repetition is the mother of all skills». Ti propongo di seguito la visualizzazione di processo che mette tutto insieme e che – se ripetuta con coerenza e velocità – trasforma un’idea in abitudine.

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