Capitolo 16
Il dialogo tra le parti
Lo stesso Dalai Lama, nel libro L’arte della felicità, lo chiama così: per lui non si può pensare di eliminare delle emozioni negative, è più utile coltivare con cura i loro antidoti. Tenzin Gyatso suggerisce di sviluppare la capacità di dialogare con sé stessi tra le varie parti, tra i vari atteggiamenti in una sorta di rapporto dialettico. In PNL possiamo immaginare un semplice Role play tra mente cosciente e mente inconscia. A me piace immaginare le due parti che dialogano e cercano soluzioni valide per entrambe, comodamente sedute a bersi un bel tè insieme.
Te lo propongo come gioco adesso, usa la seguente guida come esplorazione delle “tue parti” e come cornice di dialogo per trovare soluzioni valide per te. (Mi preme rassicurarti sul fatto che io non voglia invitarti a pensare a più personalità, eheh: sei tu, con intenti diversi, conflitti emotivi, difese emotive, come tutti insomma.).
Pensa a un obiettivo che trascini da molto, troppo tempo. Potrebbe essere un’abitudine da abbandonare, o una che vuoi adottare… Potresti voler diventare più flessibile, empatica/o, tollerante con le persone care… Vorresti imparare ad ascoltare di più, a non precipitarti a dare risposte, suggerimenti, opinioni… Cerca un obiettivo che non implichi un forte trasporto emotivo, iniziamo facile.
Chiediti perché la mente inconscia ha finora “fallito” nel seguire i tuoi intenti consci: perché ti imponevi le cose, sapendo che a “lei” non piacciono le imposizioni? Perché cercavi soluzioni fuori di te e non erano realistiche? Perché ti aspettavi tutto e subito e non avevi concepito un periodo di allenamento mentale?
Ora inizia a dialogare.
Rilassa, respira. Rilassa muscoli del viso, allunga il collo, apri il petto in modo naturale, respira in modo rilassato, rilascia tensioni da spalle e schiena, addome e ventre. Senti il flusso sanguigno scorrere nelle gambe e nelle braccia. Accenna un sorriso in volto e immagina. Immagina di trovarti con “lei” la tua parte “altra”: è quella che finora ha adottato barriere, difese emotive, apparentemente per dispetto, in realtà per proteggerti da ulteriori fallimenti o sofferenze.
Siete lì, serene/i e vi bevete qualcosa, fai domande e invita a trovare soluzioni insieme. Accogli le obiezioni e invita a soluzioni, ancora, insieme.
TU: Ciao e grazie per aver scelto un momento per conversare insieme, apprezzo
LEI: [cosa dice? Come accoglie la tua disponibilità e apertura? È già cambiato qualcosa?]
TU: Quando capita che… E poi succede che… Vorrei chiederti: qual è il tuo intento?
LEI: [spiega perché agisce in modo apparentemente irrazionale]
TU: Ah, capisco e ti ringrazio, sia per avermelo finalmente fatto capire e sia per la difesa che hai messo in atto nei miei confronti fino ad ora, grazie. Ti vorrei chiedere, visto che io a cambiare questa cosa ci tengo davvero, come potremmo fare per… in modo sereno? Anche per te?
LEI: [ci pensa… propone] [lasciale il tempo per proporre soluzioni più emotive, sensoriali, immediate, in controllo]
TU: Ah, wow, grazie, non ci avevo pensato in questi termini
E il dialogo potrà continuare nell’affinare i dettagli. Di solito succede che la nostra parte volitiva e razionale vuole tutto “per auto-imposizione”, solo che non funziona così. Non è così che ci auto-motiviamo. Vuole tutto e subito, a lei basta “dirsi cosa fare” per aver trasmesso il messaggio e aspettarsi di farlo. Invece, non è così perché la nostra mente inconscia ha bisogno:
- Di essere accolta, rassicurata e ascoltata e poi
- Di tempo per allenare le nuove alternative.
Continuiamo per scoprire le regole base per parlarti e come guidarti con le domande. La mente "inconscia", se coinvolta con domande e non per affermazioni, si sente molto più coinvolta e desiderosa di partecipare alla crescita.