La PNL che ti serve

Capitolo 1

Le due menti

2 min

Dentro di te, di me, dentro tutti noi esistono dualità e conflitti. Ecco spiegata l’incertezza, le difese emotive, le paure che bloccano e l’auto- critica. Ma, in pratica, di cosa si tratta? Si tratta di entità oscure e invisibili dentro la nostra testa e che ci comandano? Che dobbiamo subire e rassegnarci a sopportare?

No, certo che no. Anzi, ni. Iniziamo col dire che le due menti sono collocabili nella neocorteccia (quella cosciente) e nel cervello limbico (quella inconscia). Approssimativamente, certo, non esistono confini tra gli organi del cervello e tra le sue parti. Esistono specializzazioni, che però non sono isolate, sono interconnesse, continuamente tra loro. Anzi, il cervello è un organo plastico, quindi, da Oliver Sacks ai neuroscienziati di oggi, ne sentiamo di storie per cui, a seguito di danni cerebrali, il cervello ha trovato una sua via per compensare al meglio e adattarsi alla vita di tutti i giorni. Chi soffre per esempio di maculopatia retinica e vede “a buchi” come i formaggi di Jerry, ha il cervello che si adatta colmando questi spazi nella visione con immagini già stoccate nella memoria. Certe volte funziona, certe altre no, ma il cervello fa il suo meglio per adattarsi e sopperire.

Nel suo libro Felicità: un’ipotesi, Jonathan Haidt parla di quattro divisioni mentali: tra sistema nervoso centrale e quello dell’intestino per esempio, tra emisferi destro e sinistro, evolutivo tra cervello antico e nuovo, e tra parte cosciente e parte autonoma.

Tra le due menti, quella inconscia esegue perché è potente, quella cosciente suggerisce. Sta a te imparare il modo giusto per suggerire ciò che vuoi ottenere.

Le due menti hanno modalità di interazione totalmente diverse: quella cosciente ragiona e parla come stiamo facendo io e te adesso. Razionalmente e per logica. La mente inconscia non ha “logica”, o meglio, ha una sua logica. “Lei” parla per emozioni e immagini, i ragionamenti per lei non hanno senso.

“Lei” non vuole avere ragione, vuole sentirsi bene, adesso. È miope e ricerca il benessere nell’immediato. Perciò, se quel cibo placa da stress e disequilibrio, anche solo per 30 secondi, sarà ricercato ancora e ancora dalla mente inconscia senza “ragionare” sul fatto che alla lunga potrebbe far male. Leggendo questo manualetto, scoprirai come parlare alla mente inconscia per guidarla verso dove tu vuoi.

Nel suo libro In incognito, David Eagleman crea questo parallelo per me molto calzante e utile per capire il potere di ciascuna delle due menti, lui dice:

«La coscienza è come un passeggero clandestino su un transatlantico, che si prende il merito del viaggio senza riconoscere l'importanza dei massicci motori della nave.»

Con le sue parole, la “coscienza” è la mente cosciente, razionale e pensante; mentre il transatlantico è colui che ci trasporta nella vita, la mente inconscia, o limbica, insieme al nostro sistema nervoso che vive per chimica ed emozioni. Non dimentichiamoci mai che noi siamo come un passeggero su quel transatlantico. E, per passare dalla condizione di clandestino a quella di passeggero in prima classe, è necessario riconoscere il valore della nave e di tutti coloro che la guidano. Nel nostro caso si tratta di emozioni, neurotrasmettitori e i messaggi del corpo.

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