La PNL che ti serve

Capitolo 17

Regole base per parlarti

4 min

Parlare con la mente inconscia non è un atto logico ma sensoriale. Saprai di aver risvegliato il suo interesse SE, e solo se, ti sentirai bene dopo aver detto o chiesto qualcosa alla tua parte emotiva, alias inconscia. Esistono dei suggerimenti che io cerco di diffondere in ogni intervento che faccio o libro che scrivo e che vorrei condividere anche con te, qui. Sono suggerimenti che, se adottati nel dialogo interno, ti faranno sentire semplicemente bene sin da subito. Vediamoli. E poi c’è chi dice che la parola è magia, è medicina, chissà perché?

1 – Parla al passato per ciò che non vuoi più fare, pensare, credere, provare: io prima pensAVO, credEVO, mi dicEVO, provAVO una certa emozione associata a tale situazione… Questo parlare al passato di ciò che non vuoi più fare o provare NON ti aiuta certo a risolverlo, né invita all’auto-inganno, mira solamente a invitare la mente inconscia a presupporre nuove possibilità. Se la mente inconscia TI SENTE parlare sempre al presente di quel limite (Io faccio sempre, Sono così e non cambio, Non sono capace…), “lei” continuerà a non vedere altre vie. Se, invece, ti dici “Io facevo sempre così”, “Credevo di essere così e di non poter cambiare” e “Credevo di non essere capace a…”, il PRESUPPOSTO cambia: la mente inconscia si incuriosirà e si chiederà: «Ah, e invece adesso com’è?»

E a noi, questo presupposto di possibilità per ora, a questo livello, basta. Scrivi un esempio o pensalo forte dentro di te e osserva come ti senti a ripetere la frase dentro:

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2 – Questo presuppone che tu parli in positivo, specifico e dettagliato di ciò che vuoi fare in alternativa. Ad esempio, “Io prima credevo di non essere capace a… Invece ora ho scoperto che se mi alleno, se inizio a piccoli passi, se infatti faccio A e poi B, mi sento capace, sento che posso continuare a crescere e questo mi fa sentire veramente bene”. Specifica cosa vuoi e la mente inconscia avrà le idee più chiare: “Voglio imparare bene alcuni strumenti della PNL così da potermi sentire bene durante il giorno, senza specifica ragione, perché saprò guidarmi amorevolmente coinvolgendo la mia mente inconscia. Per fare questo mi riferirò sempre alla mia sfera di controllo, dialogherò con la mia parte inconscia accogliendola, sceglierò accuratamente la mia radio interna e sceglierò colori rilassanti e armoniosi da immaginare di far scorrere nel corpo”.

Prova anche tu, continua sul tuo esempio di prima e prosegui con un presupposto di possibilità in dettaglio e positivo:

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3 – Questo ci porta al terzo suggerimento: se ti è richiesta specificità nel parlare di ciò che vuoi ottenere per renderlo sempre più chiaro alla mente inconscia, all’opposto, resta vago su ciò che non vuoi più. Io uso formule come: "quel comportamento lì", "quella cosa là", "e basta". È molto chiaro perché: perché se continui a dire che “non vuoi bere il caffè con la sigaretta”, cosa hai appena visualizzato? Se vuoi “smettere di abbuffarti di cioccolata”, cosa hai appena visualizzato? Meglio dire “quella cosa” e finire frasi con “e basta” se necessario. Voglio godermi un bel caffè dopo pranzo e basta. Guardare la gente che passa seduto in terrazza in piazza e osservare il mondo che mi si para davanti. Va da sé che una frase come “Voglio bere il caffè senza (oppure “evitando di” o anche “e non”) fumare una sigaretta, è ugualmente inutile. Questo tipo di negazione cosciente non ha presa sulla mente inconscia. Ti ricordi la coccinella gialla a pois neri che passeggia su queste parole? Ecco…

Sperimenta il profondo senso di liberazione di “e basta”:

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4 – Ristruttura e smorza paroloni forti come “impossibile”, “tragedia”, “profonda delusione”: immagina possibilità, immagina cosa potrebbero dire, immagina di diminuire l’impatto emotivo. Cosa potresti dire? “Difficile” magari? “Brutta storia” forse? “Ci sono rimasta/o un po’ male”? Segui qui di seguito il percorso per la trasformazione di quelle parole astratte (che nel Meta modello che vediamo tra poco sono le nominalizzazioni) in azione:

  • a. Nominalizzazione – L’ansia non ti assale quando…
  • b. Al passato e aggettivo – Ti sentivi ansiosa/o in certi momenti…
  • c. Sensazioni e non descrizioni – Avevi il fiato corto, una certa apprensione, della tensione nel corpo in quei momenti.

Oppure:

  • a. Nominalizzazione – L’indifferenza è la piaga della società moderna
  • b. Specificare (ma ancora nominalizzazione) – Quella persona mi tratta con indifferenza
  • c. Specificare e trasformare in azione singola – Quella persona ieri non mi ha salutata
  • d. Aggiungo possibilità – Quella persona ieri non mi ha salutata, forse aveva pensieri per la testa, non aveva gli occhiali giusti, non mi ha visto…

E anche:

  • a. Paralisi e nessun progresso – È impossibile cambiare
  • b. Possibile apertura – In queste condizioni è difficile cambiare
  • c. Maggior apertura di visione – Mi sembrava difficile cambiare, tuttavia, guardando a quella persona e a quell’altra, ora vedo…
  • d. Apertura in azione – … E mi rendo conto che io posso… iniziando oggi.
  • e. Focus sui benefici – E questo mi farà sentire bene perché…

Ora fai un esempio su una tua situazione, "aprila" a possibilità cambiandola e godine dei risultati:

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Godi della magia della parola. Continuiamo con le domande, e la magia cresce d’efficacia.

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