La PNL che ti serve

Capitolo 8

La tua struttura interna, il sistema rappresentazionale e le submodalità

4 min

La struttura interna in una situazione è la “struttura soggettiva” a cui Bandler e Grinder fanno riferimento. Noi esseri umani percepiamo il mondo tramite i cinque sensi, o in PNL detti modalità: vista, udito, tatto, gusto, olfatto. Questi stessi sensi, o modalità, sono anche gli stessi strumenti che noi utilizziamo per decodificare, organizzare, immagazzinare e dare significato a ciò che percepiamo dal mondo esterno.

Per semplificare, la nostra decodificazione (di ciò che passa per la parte del cervello limbico chiamata talamo) e codificazione (che dal talamo arriva alle varie parti del cervello per dare senso a ciò che viviamo), in PNL lo riduciamo a tre elementi:

VAK.

Ossia, ciò che vediamo (Visivo), ciò che ascoltiamo o ci diciamo (Auditivo) e ciò che percepiamo (K, che in italiano sta per Cinestesico).

L’organizzazione di ciò che percepiamo all’interno del nostro sistema rappresentazionale è parcellizzata in submodalità, cioè – in italiano – le caratteristiche che attribuiamo a ciò che vediamo nel mondo. Prendi questa frase: “Sopra il tappeto verde a pelo corto dormiva pacificamente un gatto grigio a pelo lungo tutto raggomitolato, il suo corpo seguiva i respiri rilassati e profondi e placava la tensione di chi lo guardava.” Quante caratteristiche (o submodalità) hai notato? Verde, corto, pacificamente, grigio…

L’esperienza di ciascuno di noi è rappresentata, codificata e immagazzinata in forma di submodalità.

Ciascuno di noi ne usa una varietà vastissima e diversa da individuo a individuo.

Il sistema rappresentazionale VAK e le submodalità influenzano e sono influenzati dal sistema nervoso, per cui noi possiamo immaginare o ricordare un evento in modi differenti in base allo stato d’animo che viviamo in un determinato momento.

Oppure, possiamo percepire una persona o una situazione in base a come decodifichiamo la persona o esperienza, in base a ricordi, credenze, sensazioni del momento.

Tu stai leggendo queste righe e questo è uno stimolo visivo esterno, tuttavia ti stai forse già immaginando essere capace di usare la PNL: e quest’altro è uno stimolo visivo interno, cioè immaginato. Forse leggi queste righe riguardanti un tema tutto sommato complesso e, mentre le parole che leggi gironzolano per la mente, qualche commento in sottofondo nasce dentro di te («Ma perché non fa un esempio?» «Non è molto chiaro messo così», «Troppe parole…»). E questo è uno stimolo auditivo interno. Il tutto, alla fine di questo passaggio apparentemente (lo giuro!) ostico, ti provoca un’emozione (risposta cinestesica) e che potrebbe essere di smarrimento o di eccitazione, di confusione o curiosità. Ecco, questo era un esempio di struttura interna: ti si sei ritrovata/o?

Al "CCA Practitioner di Coaching e PNL" questo è la base, non possiamo dire di conoscere la PNL se non abbiamo profondamente interiorizzato questo concetto e le sue molteplici applicazioni.

Strategie interne di successo

Continuiamo a fare chiarezza. Pensa per esempio all’estrapolazione di strategie “di successo” (dove per successo intendiamo ciò che ti fa sentire bene, in base alla tua mappa dei valori). Oppure, alla decodifica di ciò che passa nella mente di qualcuno quando reitera comportamenti disfunzionali. Anche in psicologia, lo studio del sistema rappresentazionale e dell’esperienza soggettiva sta diventando un vero e proprio punto di partenza per il supporto al paziente.

Ai miei corsi mi piace guidare i corsisti alla scoperta delle proprie forze aiutandoli a estrapolare le proprie “strategie” vincenti: chi nell’organizzare, chi nel guidare, chi nell’ascoltare, chi nel realizzare uno splendido tiramisù! Spesso, spessissimo, si scopre una strategia interna coerente e positiva, che dimostra un Growth Mindset, proprio come aveva osservato la professoressa Dweck nei suoi esperimenti, cioè che – anche difronte ai fallimenti – il cervello si attiva per imparare la lezione.

Io la chiamo “l’algebra emozionale” perché quando giochiamo a estrapolare le strategie vincenti scriviamo in un linguaggio strano. Per farti un esempio, eccoti qui la mia strategie vincente quando scrivo un libro.

Ai+ >Ve+ > K+ > Ve- > K- > Ai+ > Ve+ > K++

What?

Te la faccio breve. Auditivo interno positivo, visivo esterno positivo, emozione positiva, visivo esterno negativo, emozione negativa, auditivo interno positivo, visivo esterno positivo, sensazione super positiva.

Che per normali esseri umani si legge così: quando inizio a pensare un libro, mi dico (Ai+) cosa vorrei trasmettere e faccio ricerche e scrivo appunti (Ve+), questo primo passaggio mi gasa (K+). Poi però c’è sempre il momento in cui non vedo produzione (Ve-), c’è confusione e mi demotivo (K-). Ma poi, dopo qualche giorno di pausa, mi riprendo: mi parlo, mi incoraggio, mi rassicuro (Ai+), riprendo gli appunti e il doc iniziato (Ve+) e procedo fino alla fine. Quando scrivo la conclusione, di solito breve e già pronta nella mente, ho un rilascio di dopamina e serotonina (K++).

Se vuoi iniziare a giocare con l’algebra emozionale, pensa a qualcosa che ti riesce facile. Qualcosa che PER TE è facile ma non per tutti. Ciò vuol dire che tu, in quella cosa, per qualche motivo, adotti spontaneamente una strategia di successo.

Prova a riportarla qui di seguito o prenditi una pausa con davanti un foglio di carta: cosa scatena la voglia di? C’è qualcosa che noti, o immagini, o senti, o ti dici? E poi, cosa accade?

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