Essere Coach

Capitolo 11

Dialogo tra le parti

5 min

Uno degli esercizi rivelatori e d’impatto negli incontri di coaching è quello di proporre al cliente di colloquiare con la propria parte emotiva. Ricordi quando abbiamo detto che in un incontro di coaching non siamo in due bensì in tre (almeno): tu, la sua parte volitiva e la sua parte inconscia, cioè abitudinaria ed emotiva?

Questo esercizio si colloca a cavallo tra l’intelligenza linguistica con sé stessi e l’intelligenza relazionale con quella parte di sé che ha altri modi di vedere le cose e altre motivazioni.

Il nostro bisogno di coach è quello di capire, ci vogliamo chiedere: Quali possono essere le motivazioni per cui la parte emotiva del cliente continua a fare ciò che non vuole consciamente?

Ecco che veniamo a scoprire i conflitti interni del nostro cliente, e cosa ne possiamo fare?

  1. Grazie alla struttura interna possiamo conoscere il dialogo interno e poi proporre un dialogo tra le parti, appunto;
  2. Grazie alla sfera di controllo possiamo ricordare al coachee di restare sul fattibile e piacevole;
  3. Grazie alla conoscenza di questi elementi di conflitto interiori possiamo nutrire i nostri canali di visibilità (social, blog) per iniziare a dare contenuti utili ai nostri potenziali clienti.

Non è difficile pensare a conflitti interni: ne abbiamo tutti. Ti parlo di uno dei miei tanti casi di conflitti quotidiani. Tengo molto alla gestione del mio tempo e alla mia autonomia perciò, ogni volta che un cliente mi chiede un incontro in un orario per me non proprio comodo, rischio di avere la parte emotiva che si ribella e dice cose come «Ehi, non tirare troppo la corda. Se ha bisogno di te si adatterà». Che faccio? Lotto? Urlo? Mi arrabbio? Mi chiudo? Ecco cosa faccio: 1. Accolgo questa mia lamentela perché guardo oltre e so che quella mia parte borbotta solo perché mi vuole bene. 2. Instauro un colloquio con quella parte e parliamo.3. Alla fine arriviamo al compromesso che rispetta entrambe le parti: magari è poter accogliere la richiesta del cliente questa volta e poi rivedere insieme altre possibilità di orari, magari si tratterà di ricordare alla mia parte emotiva / protettiva che è solo un’ora di coaching e non tutte le sere e per sempre, che l’incontro successivo sarà probabilmente tra due settimane e per una mezz’ora, che tanto a quell’ora posso benissimo dedicarmi al cliente e se voglio del tempo per me potrò prendermelo prima nel pomeriggio… Forte del fatto che posso gestire il mio tempo come voglio.

Cerca coerenza tra le parti

Una volta trovato un compromesso tra le parti, valido per entrambe e che soddisfa i bisogni di entrambe, potrò abbracciare la coerenza nell’azione di tenere la sessione di coaching in quell’orario.

La COERENZA INTERNA è fondamentale nella crescita, senza di essa vivremmo ogni singolo momento della nostra giornata come se fosse una lotta continua, estenuante e logorante.

E così capita ai nostri clienti.

Le “parti” in tavola

Prova a immaginare (sì, proprio come se fosse una visualizzazione) attorno a un tavolo, o sedute comodamente su dei bei divani, le tue parti interne: quelle che in questo momento, per questo conflitto specifico, emergono. Potrebbe essere proprio il fatto di voler diventare un bravo coach, di successo, e non saper veramente cosa poter fare, cosa non voler fare, dove osare e dove non indirizzarsi.

Ottimo: immagina le parti, e per ciascuna, proprio come i cappelli di Edward De Bono, immagina che possano esprimere la loro ragione, i loro perché. Tipicamente a queste “riunioni” si presentano la paura, la parte sognatrice, il pessimista o l’arrogante. Si tratta di pezzi della tua parte emotiva. Un’altra sedia è occupata dalla tua parte volitiva, quella che vuole essere coach o appropriarsi di un tuo certo stile.

Così come capita a te adesso in questa simulazione, sappi che accade anche ai tuoi coachee, ciascuno con i propri conflitti e le proprie “parti emotive”.

Chiacchiera, rispondi, poni domande (vedrai in seguito come). Proponi al tuo cliente di ascoltare le loro paure, richieste, lamentele, dubbi… Proponi di prenderli in considerazione e non di ignorare le obiezioni interne, altrimenti rischiano di emergere di nuovo e più forti. Proponi di accettare, ascoltare, dialogare, proporre alternative e chiedere soluzioni fattibili e piacevoli.

Insomma, con l’esercizio che alleniamo nei corsi proposti al CCAItalia e che ci piace chiamare il “Dialogo tra le parti” noi invitiamo il nostro coachee a:

  1. Rispettare tutte le sue emozioni perché tutte le emozioni hanno una loro utilità. Sì, anche i sensi di colpa sono utili se portano a cambiare, anche le lamentele hanno la loro utilità se portano ad agire, anche la paura ha la sua utilità per proteggerci da azzardi mal calcolati o anticipati, anche il senso di inadeguatezza serve a crescere e risolvere.
  2. Imparare che siamo fatti di conflitti interni e che li esprimiamo sotto forma di emozioni e dialogo interno conflittuali, sia quando affrontiamo problemi sia quando intraprendiamo sfide di crescita. Va da sé che probabilmente tu, essendo coach, affronterai i tuoi problemi e le tue sfide con maggior equilibrio emotivo rispetto a clienti che arriveranno disarmati e privi di strumenti. Situazione a cui presto rimedieranno… proprio grazie a te!
  3. E, infine, invitare alla collaborazione. Il coachee stesso imparerà con noi a essere coach di sé stesso. È come se la sua parte cosciente imparasse, di sessione in sessione, di giorno in giorno, a prendersi cura della sua parte emotiva. Perseguendo sempre equilibrio e armonia interiore, grazie alla tua guida e assistenza in coaching.

Al CCAItalia ci piace pensare sempre al bene del nostro coachee e all’efficacia dei nostri interventi di coaching. Grazie a un coaching inconscio, che tiene quindi conto di coerenza interna, tra una parte volitiva che vuole e quella inconscia che si ritrova in impasse, possiamo andare in profondità.

Il tuo coachee si sentirà coerente e equilibrato tra le sue parti SOLO QUANDO avrà trovato delle soluzioni (SD al plurale) che vadano bene a TUTTE le sue parti e rispondano ai dubbi inconsci, dissipandoli. A quel punto non resterà che agire, in armonia.

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