Capitolo 26
Visualizzare e visualizzazioni
Visualizzare serve a prevenire, immaginare alternative, correggere, proporre… Senza le visualizzazioni il coaching non può essere inconscio, è un coaching a metà.
Noi visualizziamo sempre, nel bene e nel male. Visualizziamo in modo differente dalla realtà (altrimenti soffriremmo di schizofrenia e confonderemmo la realtà con elementi troppo vividi della fantasia). Visualizziamo in modo impreciso, per dettagli distorti, per elementi chiave... E alcuni di noi “visualizzano” più per emozioni e sensazioni e non tanto per immagini.
Come si fa a sapere se un coachee può visualizzare? Il classico test è chiedere al cliente di vedere nella sua mente la porta di casa e chiedergli dove si trova la maniglia: a destra o a sinistra. Se riesce a rispondere, ha sufficienti capacità immaginative per lavorare insieme a te. Altre domande per mostrare al cliente che è in grado benissimo di seguirti in una visualizzazione sono le seguenti:
- Quanti tipi di pomodoro conosci? - se te ne elenca almeno un paio poi prosegui nel chiederne la descrizione. Se li descrive, li vede.
- Quante finestre hai in stanza tua?
- Quando entri in camera tua dove si situa il letto? E l'armadio?
Ecco, con questi giochetti rassicuriamo il coachee se teme di non poter visualizzare. Spesso questa obiezione emerge perché si aspettano di visualizzare cose o persone con precisione o temono che noi proponiamo loro visualizzazioni con scalini che discendono nell'inconscio o cavalli alati e nuvole fluttuanti nel cielo.
Cosa sono le visualizzazioni e perché servono a noi coach?
Le visualizzazioni sono immagini animate che proiettiamo nella nostra mente, che spesso accompagniamo da commenti verbali e che generano – automaticamente e inevitabilmente – delle emozioni nel nostro sistema nervoso.
Le visualizzazioni servono per far parlare la mente cosciente del cliente con la sua parte "inconscia", servono a:
- rinforzare percorsi comportamentali,
- impararne di nuovi,
- testarne di altri,
- lavorare sull’identità che il coachee vuole adottare,
- programmare il futuro,
- dare forza al passato,
- godere del presente,
- anticipare ed evitare errori, in modalità virtuale piuttosto che nella realtà.
Non male, no? A me piace proprio risparmiare energie e adeguarmi alla modalità di risparmio con cui funziona la nostra mente inconscia. Anziché fare più cose per ottenere un risultato (il multitasking) a me piace fare una cosa che porta a plurimi risultati (multiresults) come una visualizzazione che può mettere in connessione le due menti, proporre soluzioni, rilassare il sistema nervoso e proporre idee risolutive. Bello, vero?
Esistono delle regole e degli errori da conoscere quando proponiamo delle visualizzazioni ai nostri coachee.
Sei regole per costruire visualizzazioni funzionali:
- Inizia in uno stato di rilassamento o stato neutro (K+ O Kn),
- Cerca la coerenza tra elementi interni per veicolare un messaggio univoco,
- Lavora con la sua mente cosciente per insegnare alla mente inconscia come superare le difficoltà,
- Rassicura la mente inconscia e finisci sempre con un lieto fine (K+),
- Proponi la ripetizione e la velocità nella ripetizione,
- Rendile memorabili.
Proponi le visualizzazioni, e suggerisci al coachee di replicarle a casa, quando il sistema nervoso del cliente è rilassato o in stato di neutralità emotiva. È necessario indagare se esistono conflitti interiori tra le parti e appianarli, possibilmente prima della visualizzazione che proponi nella fase di Installazione. È importante proporre al cliente di ripetere le visualizzazioni anche come “compitino mentale” e a volte – specie nel cambio di abitudine che non tratto in questo specifico libro – di ripetere certe associazioni mentali anche in velocità per apprendere automatismi nuovi. Una visualizzazione che ecciti la parte inconscia del cliente dovrà contenere emozioni piacevoli e elementi memorabili associati come colori, profumi, immagini che ancorano il proposito della visualizzazione.
Errori da evitare con il coachee:
- Non vengono ripetute
- Sono percepite come obbligatorie
- Si eseguono “a caldo” (cioè nel culmine dell’emozione quando la mente cosciente è irraggiungibile)
- Si è impegnati altrove con la mente cosciente a fare altro
- Ci si annoia presto di quanto si propone alla mente (mancanza di coerenza? O di varietà?)
- Sono irrealistiche
- Non includono la difficoltà da superare
- Dipendono da altri o altro.
Varietà
Quando proponi una visualizzazione e spingi il tuo cliente a replicarla da solo nei giorni che seguono il vostro incontro insisti sul fatto che non dovrà essere esattamente uguale: l’importante, perché una visualizzazione sia efficace, è che faccia sentire BENE. Punta su questo! Rendila facile per il coachee, rassicuralo e suggerisci che se vorrà variare certi elementi potrà; anzi, è meglio assecondare il bisogno di varietà pena il fallimento della visualizzazione perché la mente inconscia si annoierebbe o distrarrebbe facilmente. Le visualizzazioni non devono essere un dovere, VOGLIONO essere un PIACERE. Suggerisci al tuo coachee di farle per educare la propria parte emotiva a ciò che vuole, quindi non quando il “fattaccio” è in atto, in quel momento è spesso tardi. Suggeriscigli di incantarsi, sedurre la sua parte inconscia quando è tranquillo: cammina, piega i panni, si riposa sul divano, fa la doccia…
E dove sta il problema?
Un tipico errore dei coach che si avvicinano per la prima volta alle visualizzazioni è quello di escluderne i problemi, come se tutto fosse già assodato, acquisito, inconscio. Essendo la visualizzazione LA modalità per comunicare alla mente inconscia (che non funziona con le parole ma per immagini e sensazioni), le visualizzazioni DEVONO includere il problema e LE risoluzioni.
Immagina un incontro di coaching: nella fase dell’Osservazione tu e il coachee avete capito certe cose, nella fase della Modificazione ne avete proposte abbastanza per risolvere la situazione, nella fase dell’Installazione le proponete anche alla mente inconscia usando il SUO linguaggio, fatto di immagini e sensazioni. Ecco fatta la visualizzazione nella fase finale dell’incontro di coaching.
Tipi di visualizzazione
Dopo una iniziale induzione di rilassamento (vedi esempi in Appendice 3) la tua visualizzazione potrà essere:
- sulla linea del tempo, verso il passato per risorse o integrazione o verso il futuro per programmazione
- di processo per cambiare automatismi
- di prospettiva finale per motivarsi
- di rilassamento per insegnare risorse emotive in momenti utili
Le onde elettromagnetiche del cervello si rilasseranno da una frequenza di veglia che va dai 12 ai 35 hertz (onde Beta) a una frequenza dagli 8 ai 12 hertz (onde Alpha) sufficienti per aprire un canale di collaborazione tra mente cosciente e mente inconscia del cliente. (Per tua info poi seguono le onde Theta, dai 4 agli 8 hertz, tipiche dell’immaginazione e sonno REM e, infine, le onde Delta dai 0,5 ai 4 hertz dello stato di sonno profondo).