Essere Coach

Capitolo 27

Obiettivi

5 min

Con quanti obiettivi può presentarsi il cliente per un percorso di coaching? Anche se il cliente si presenta con un obiettivo in mente, e magari anche espresso in negativo, stile «Non voglio più…», scopriamo presto che gli obiettivi sono più di uno. Per esempio, un banale obiettivo di gestione del tempo potrebbe nascondere la capacità di dire di “no”, di anticipazione, di previsione, di organizzazione…

In questa sede mi permetto solo un breve cenno su un argomento così vasto per ricordare a noi accompagnatori di crescita l’importanza fondamentale di suddividere gli obiettivi in micro unità: per esempio come hai visto in precedenza dalla gestione del tempo ad altri aspetti correlati o, più tipicamente, in obiettivi più piccoli, fino ai micro obiettivi.

Cosa accade di solito?

Di solito il cliente arriva da noi con ciò che non vuole più, quindi si presenta a noi senza un vero obiettivo. Presto detto, lo/a aiutiamo a formularlo in positivo. Dopodiché lo vogliamo suddividere in aspetti e in tempi di realizzazione. L’obiettivo generale diventa quindi più obiettivi distribuiti a lungo, medio e breve termine su una linea del tempo definita insieme al cliente e che sfocerà nella realizzazione dell’obiettivo. Di solito la programmazione di un obiettivo giunge a termine con l’acquisizione inconscia di un’abitudine o automatismo, con la fine di un programma dettato dall’esterno come un campionato o esami universitari, dal raggiungimento di un avanzamento di carriera o dal sentimento del cliente di aver raggiunto il suo obiettivo emotivo di crescita personale.

Micro obiettivi

Dopo aver stabilito delle tappe fattibili e che tengono conto anche di possibili fallimenti, è importante suddividere i tempi ancora in ulteriori pezzetti: i micro obiettivi. I micro-obiettivi sono di per sé micro, sono task-oriented – cioè circoscritti al compito da eseguire – pur mantenendo la visione a lungo termine.

Tu inviterai il tuo cliente a esprimere l’obiettivo a lungo, medio e breve termine in positivo, in modo dettagliato e specifico, credibile, fattibile e motivante. Dopodiché lo inviterai ad azioni task- oriented per portare avanti l’obiettivo con azioni quotidiane. Attenzione qui, le azioni nel coaching non sono solo agite, sono anche pensate. Un pensiero, una domanda utile posta alla propria parte interna conflittuale, un’associazione di idee, una visualizzazione: tutti questi sono esempi di azioni mentali e valgono tanto quanto le azioni agite come micro obiettivi.

Noi chiederemo ai clienti di allenarsi eseguendo compitini mentali che sono quindi dei micro obiettivi task-oriented fondamentali per il cambiamento che il coachee vuole ottenere.

Big picture e motivazione

Ma come ci si motiva ogni giorno a portare avanti delle azioni che non portano necessariamente a dei vantaggi tangibili? È qui il grande punto nodale: qui dove molti abbandonano e “falliscono”. Se ci si aspetta di provare orgoglio e soddisfazione, o libertà e liberazione, o felicità, conquista, potere, benessere o altro SOLAMENTE a obiettivo realizzato, molto probabilmente il percorso verrà presto abbandonato.

Se invece si tiene a mente la cosiddetta big picture, cioè l’obiettivo finale, per motivarsi nel quotidiano e associarla alle micro soddisfazioni legate ai micro compiti da eseguire, allora sarà più facile attraversare il mare (anzi, l’oceano) di frustrazione delle due fasi necessarie nell’apprendimento inconscio: la seconda fase, cioè l’incompetenza conscia e la terza fase, la competenza conscia. Ricordi?

Solo alimentando le micro azioni quotidiane con la visione più grande e nutrendo quest’ultima tramite le micro azioni si arriverà alla fine, soddisfatti e vittoriosi. Altrimenti sul cammino si presenteranno mille e più occasioni per abbandonare.

Un obiettivo fallisce se:

a. il coachee si concentra troppo sui micro obiettivi senza tenere a mente la big picture, sentendosi così frustrato e obbligato a eseguire compiti senza senso… O peggio, senza soddisfazione;

b. il coachee si concentra solo sulla big picture senza eseguire i micro obiettivi e illudendosi che sperare e sognare significa ottenere… O attrarre!

Schema Big Picture con micro-obiettivi task oriented

Perché alcuni coachee abbandonano?

Alcuni coachee abbandonano il percorso e non è colpa tua. La tua responsabilità nel percorso, lo abbiamo detto, si limita alla buona riuscita dell’incontro e degli scambi tramite email. La tua responsabilità finisce laddove inizia quella del coachee nella sua vita oltre te. Non sta a te fare per lui o lei: a te spetta suggerire al meglio, in modo chiaro e comprensibile per la sua mente cosciente e accattivante e coerente per la sua mente inconscia ma poi tu non puoi andare oltre.

Tu coach non puoi fare per lui o lei. Se un cliente abbandona forse ha altre priorità in questo periodo, forse non è pronto veramente ad affrontare tale sfida in questo momento della sua vita e, se così, un domani tornerà da te, forse ha solo bisogno di un periodo di silenzio. Cosa fare allora? Proprio perché avete intrapreso un percorso e ti ha già scelto per un periodo prefissato, ti puoi sentire libera/o di contattarlo/a per chiedere notizie. Se, invece, i vostri incontri non fossero vincolati da un percorso ma rinnovati di volta in volta, una tua email d’interesse potrebbe essere percepita come una proposta di vendita poco elegante.

Mi capita che un paio di coachee per quadrimestre si auto silenzino per loro motivi personali. Io mi permetto di scrivere dopo qualche settimana di silenzio e di rinnovare la mia disponibilità e proporre un incontro. Avendo io per quadrimestre una ventina di percorsi aperti, mi permetto anche di non star troppo dietro a chi sceglie di allontanarsi un po’. Dopo due messaggi a cadenza mensile o poco meno io mi astengo dal continuare a contattare la persona. L’ultima che mi è capitata è con una manager d’azienda che dopo avermi ringraziata in una email per le dritte condivise è sparita per mesi. Mesi dopo mi ha ricontattata raccontandomi di un divorzio e di preoccupazioni che l’avevano totalmente allontanata dal percorso tra noi. Anche se i tempi dell’accordo erano scaduti io ho naturalmente rinnovato la mia disponibilità a riprendere il percorso quando si fosse sentita pronta. Non è stato così, almeno finora. Io so di aver fatto il possibile.

E il tuo obiettivo leggendo questo libro qual è?

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